Impara

Impara le note

Sette nomi, dodici tasti che si ripetono e qualche simbolo: è tutto quello che serve per orientarsi sulla tastiera, e per suonare con Purrthoven.

I sette nomi delle note

In Italia, come in Francia, in Spagna e in gran parte dell'America Latina, le note si chiamano con le sillabe Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si. Nei paesi di lingua inglese e tedesca si usano le lettere dell'alfabeto, e la scala comincia da C:

Do Re Mi Fa Sol La Si
C D E F G A B

Nel gioco puoi scegliere tu come leggere le note: nel menù, alla voce Nomi delle note, ci sono "Do Re Mi" e "C D E".

Prova la tastiera

Tocca i tasti per sentire le note, e cambia notazione con i pulsanti in alto. Sotto compaiono il nome della nota, il suo nome "scientifico" (con il numero dell'ottava) e la frequenza in hertz.

Tocca un tasto per sentire la nota.

Tasti bianchi e tasti neri

Guarda i tasti neri: sono raggruppati a due e a tre, e lo schema si ripete per tutta la tastiera. È il modo più semplice per orientarsi: il Do è sempre il tasto bianco subito a sinistra dei due tasti neri.

Tra due tasti vicini (bianchi o neri) c'è un semitono, la distanza più piccola sul pianoforte. I tasti neri prendono il nome dai bianchi vicini:

Due nomi per lo stesso tasto: si chiamano note enarmoniche. Nel gioco i tasti neri si leggono con # (diesis) o ♭ (bemolle), come nello spartito del brano.

Le ottave

Dopo Si si ricomincia da Do, un po' più in alto: da un Do al Do successivo c'è un'ottava, fatta di dodici semitoni (sette tasti bianchi e cinque neri). Salendo di un'ottava la frequenza del suono raddoppia.

Per distinguere le ottave si aggiunge un numero: il Do centrale del pianoforte si chiama C4 (circa 261,6 Hz), e il La sopra di lui, A4, è la nota su cui di solito si accordano gli strumenti: 440 Hz. Un pianoforte moderno ha 88 tasti, dal La più grave (A0) al Do più acuto (C8): 52 bianchi e 36 neri.

Da dove vengono i nomi

I nomi delle note risalgono all'XI secolo e al monaco e teorico della musica Guido d'Arezzo. Per aiutare i cantori a ricordare l'altezza dei suoni usò un inno a San Giovanni Battista, Ut queant laxis, attribuito a Paolo Diacono: ogni verso comincia una nota più in alto del precedente, e la prima sillaba di ciascun verso diventò il nome di quella nota: ut, re, mi, fa, sol, la.

Nel Seicento, in Italia, ut fu sostituito da do, più facile da cantare; secondo la tradizione su proposta del musicologo Giovanni Battista Doni. Il si arrivò più tardi, come settima nota: la spiegazione più diffusa è che venga dalle iniziali di Sancte Iohannes, l'ultimo verso dell'inno.

Due curiosità: nei paesi di lingua inglese il si è diventato ti, perché ogni nota cominciasse con una lettera diversa; e in Germania B indica il Si bemolle, mentre il Si naturale si chiama H.

Come funziona in PlayByPaw

Nel gioco non serve conoscere tutta la tastiera: le cinque colonne sono cinque tasti vicini, quelli sotto le cinque dita di una mano. Li chiamiamo posizione della mano. Sul computer si suonano con Spazio, N, M, virgola e punto; sul telefono basta toccare la colonna.

Quando la melodia esce dai cinque tasti, la mano si sposta: cambia la posizione e cambiano i nomi sui tasti in fondo allo schermo. L'Inno alla gioia è il brano ideale per cominciare: usa quasi sempre una sola posizione, da Do a Sol.

Posizione 1 · 97 note
DoSpazio
ReN
MiM
Fa,
Sol.
Posizione 2 · 10 note
SolSpazio
LaN
SiM
Do,
Re.
Posizione 3 · 8 note
MiSpazio
FaN
LaM
Si♭,
Do.
Posizione 4 · 5 note
LaSpazio
SiN
DoM
Re,
Mi.

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Vero o falso?

  1. Do e C sono due nomi della stessa nota.

    Vero. Do è il nome usato in Italia, C quello usato nei paesi di lingua inglese e tedesca.

  2. Un pianoforte moderno ha 100 tasti.

    Falso. Ne ha 88: 52 bianchi e 36 neri.

  3. Salendo di un'ottava, la frequenza della nota raddoppia.

    Vero. Il La centrale (A4) è a 440 Hz, il La dell'ottava sopra (A5) a 880 Hz.

  4. I nomi Do, Re, Mi li ha inventati Beethoven.

    Falso. Risalgono all'XI secolo e a Guido d'Arezzo, più di settecento anni prima di Beethoven.

  5. Re♯ e Mi♭ sono due tasti diversi del pianoforte.

    Falso. Sono lo stesso tasto nero: due nomi per la stessa nota (note enarmoniche).

  6. In Germania la lettera H indica il Si.

    Vero. B indica il Si bemolle, H il Si naturale.

Fonti